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Hai mai sentito parlare di fibromialgia? Ultimamente la fibromialgia è una patologia sempre più diagnosticata, ma la percentuale di errore di diagnosi è molto elevata, con la conseguenza di cure inefficaci se non del tutto dannose. La fibromialgia è una patolgia complessa in cui si intersecano numerose concause e di cui puoi leggere un approfondimento in questo articolo “La fibromialgia: un intreccio di situazioni” che ho già pubblicato; la caratteristica comune a queste concause è la fascia superficiale, uno specifico tessuto del nostro corpo che ci relazione con il mondo esterno.
Cos’è la fascia superficiale?
Per fascia superficiale si intende l’insieme di tutti i tessuti che vanno dalla pelle alle strutture muscolari. Questa è in realtà una definizione semplificata e convenzionalmente accettata come sinonimo di ipoderma, anche se in realtà la fascia superficiale propriamente detta, è una parte solamente di questo complesso, che serve per isolare il muscolo dagli strati soprastanti, separando così le strutture adibite al movimento (muscoli), da quelle adibite alla ricezione delle sensazioni (pelle, tessuto adiposo) che ci mettono in comunicazione con il mondo esterno.

Perchè è così importante e quali funzioni svolge?
La fascia superficiale è estremamente importante, tanto da ricevere il maggior numero di strutture nervose ed essere il tessuto più innervato del corpo umano. L’elevato numero di strutture nervose è fondamentale per relazionarci con il mondo esterno, infatti vi troviamo i “sensori” per adeguare la nostra temperatura a quella esterna, quelli che percepiscono eventuali infiltrazioni di virus e batteri dalla pelle, attivando i meccanismi di difesa, nonchè le riserve energetiche dei nostri processi metabolici.
L’alterazione della fascia superficiale e il non corretto funzionamento di questi sensori è causa di invio al cervello di informazioni errate sullo stato del nostro corpo in relazione all’ambiente e sulle quali il nostro cervello imposta una risposta non adeguata, oltre a percepire la discordanza mettendola in evidenza con una sensazione di disagio “di qualcosa che non torna”.
Che ruolo ha nella fibromialgia?
Nelle persone che soffrono di fibromialgia si è visto ecograficamente che la fascia superficiale ha subito nel corso del tempo delle importanti modifiche con processi infiammatori cronici
>> Leggi l’approfondimento “L’infiammazione cronica di basso grado”
che hanno portato il tessuto ad una maggiore densità, una maggiore sensibilità dolorosa, anche al semplice contatto, e una alterazione di tutti i meccanismi di comunicazione tra i “sensori” esterni e le “centraline” interne, provocando a cascata un malfunzionamento di tutti i sistemi e apparati.
Come valutare la fascia superficiale nella fibromialgia e quando può essere di aiuto il trattamento?
Nella diagnosi della fibromialgia si ricorre alla pressione in alcuni tender point, tali punti risultano dolorsi proprio a causa di una fascia superficiale infiammata e non correttamente funzionante. La presenza quindi di dolore in numerose parti del corpo, che spesso si sposta per poi tornare, caratterizzato da un dolore al semplice contatto, una sensazione di dolore bruciante, senso di pesantezza, un dolore vago e diffuso quasi sempre presente e che basta poco per essere scatenato, sono elementi caratteristici di una fascia superficiale alterata a cui si uniscono spesso alterazioni cutanee, dermatiti, alterazioni del metabolismo oppure sensazione di gambe stanche, pesanti e spesso gonfie (segno del calzino). Inoltre proprio a causa del malfunzionamento di queste comunicazioni, si hanno spesso disturbi di apparato in primis quello digerente (difficoltà digerire, reflusso o acidità, gastriti, gonfiore, costipazione, etc)

L’approccio della Manipolazione Fasciale nella fibromialgia
La Manipolazione Fasciale pone al centro del suo intervento la valutazione della fascia superficiale e dei meccanismi di comunicazione tra essa, gli organi ed il cervello, con l’obbiettivo graduale e progressivo, di migliorare tale funzionamento e condurre gradualmente ad una riduzione dei processi infiammatori e ad una desensibilizzazione del sistema.
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