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Molto frequentemente quando ci rechiamo dal medico, ci viene data come giustificazione al nostro problema, l’infiammazione, “sei un poco infiammato”; ma cosa significa?
Cos’è l’infiammazione?
L’istituto superiore di sanità definisce l’infiammazione “meccanismo di difesa e di guarigione dell’organismo che si attiva in presenza di danni ai tessuti di varia natura”. In presenza di uno stress importante l’organismo si attiva per ripristinare l’equilibrio.
Ma com’è possibile che una risposta di guarigione del nostro corpo possa essere la causa del nostro problema? Non ti sembra paradossale?
Innanzitutto dobbiamo definire una risposta infiammatoria acuta che è quella che si distingue molto bene agli occhi di tutti in quanto ha dei segni chiari ed oggettivi: rossore, calore, dolore, gonfiore e/o febbre, da una infiammazione cronica.
L’infiammazione, definita dal dott. Lewis, ha tre fasi: vasocostrizione, vasodilatazione con formazione di trasudato (gonfiore morbido) e deposito fibrillare con formazione di essudato (il gonfiore inizia ad indurirsi e diventare pastoso) e fase espulsiva purulenta dell’agente irritante. Questi passaggi sono ben visibili nell’infiammazione acuta, ma molto meno evidenti in quella cronica, che spesso si evidenzia solo con l’ultimo processo, quando il problema emerge.
In questa ottica alcune problematiche (per esempio la formazione di una fistola purulenta) dovrebbero farci riflettere, in quanto potrebbero essere l’indicazione che l’organismo sta soffrendo nel suo funzionamento, e non combattere il sintomo stesso, ma accogliere il messaggio del nostro corpo e aiutarlo a svolgere la sua funzione!
Cos’è la sindrome da basso grado infiammatorio cronico?
L’infiammazione di basso grado è un processo infiammatorio di bassa intensità ma di lunga durata. Questa caratteristica lo rende subdolo, difficilmente riconoscibile, ma non per questo meno pericoloso.
Quali possono essere le cause della infiammazione di basso grado?
Per utilizzare uno schema riduttivo ma facile da ricordare, teniamo a mente che il nostro corpo è un organismo vivente che nel suo relazionarsi con gli altri, risponde agli stimoli con i quali interagisce; se questi stimoli non sono a lui congeniali, tenta di liberarsene. Bene, in maniera semplicistica, possiamo ritenere che questi stimoli concorrono all’infiammazione cronica di basso grado. Vediamo alcuni ambiti di relazione del nostro corpo:
- Alimentazione, come per esempio tutte le sostanze aggiunte dei prodotti industriali ed elaborati, alcool
- Relazioni sociali, contesti che percepiamo come “pesanti” e che spesso abbiamo difficoltà o resistenza nel cambiarle
- Igiene del sonno
- Attività fisica
- Percezione del carico da sopportare (ovvero quanto ci sentiamo stressati)
- Presenza di grasso corporeo, il tessuto adiposo produce sostanze infiammatorie
- Fumo da sigaretta, inquinamento atmosferico
Parte dell’infiammazione è un fenomeno del tutto normale, in quanto nel nostro corpo avvengono dei normali processi chimici che producono sostanze di scarto, ma questa deve essere ben bilanciata nel nostro stile di vita da una buona alimentazione, del sano movimento, idratazione e del sonno riposante.
Quali effetti ha l’infiammazione cronica di basso grado?
L’infiammazione cronica di basso grado concorre allo sviluppo di numerose patologie di varia natura: dolore muscoloscheletrico, patologie degenerative, dolore cronico, patologie cardiovascolari, metaboliche, oncologiche, psicologiche, autoimmuni, fibromialgia, etc
>>> Leggi l’approfondimento “La fibromialgia: un intreccio di situazioni”
Nel tessuto connettivo per esempio partecipa ad aumentare la rigidità, la difficoltà di scorrimento e la stimolazione dei recettori del dolore con predisposizione a problematiche tendinee, muscolari e degenerative.
>>> Leggi l’approfondimento “L’importanza del trattamento della fascia superficiale nella fibromialgia”

Come riconoscerla?
Alcuni dei sintomi di questo stato infiammatorio possono essere presenti da lunga data, ma si possono comunque riconoscere: stanchezza, senso di poca lucidità mentale, perdita di energia ed efficacia, tensione muscolare, gonfiore addominale, gonfiore diffuso alle braccia e alle gambe con perdita delle classiche forme del corpo umano, presenza di adiposità e cellulite, sviluppo di tendiniti ricorrenti in varie parti del corpo, fino problematiche dei vari organi anche in modo ricorrente (sintomi, alterazione dei valori ematici come transaminasi, colesterolo, gammaGT, Ves, Proteina C reattiva, etc), e allo sviluppo di patologie.
Cosa posso fare per peggiorarla?
Ebbene sì, hai letto bene, cosa puoi fare per peggiorarla?
In questo articolo utilizzo una tecnica ripresa dalla psicologia non per darti soluzioni, anche perché sarebbero diverse e varie per ognuno di voi (e in talune situazioni non potrei averne le conoscenze in quanto esulano dal mio lavoro), ma per farti riflettere ed individuare i tuoi comportamenti e le tue abitudini che possono recarti danno.
Il tutto si può riassumere in questa poesia e in questa immagine, leggila e osservala attentamente.

“Arriva un tempo in cui, dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti, insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore.
Togli il tempo passato a inseguire le persone.
Togli lo sguardo da chi hai dato il permesso di ferirti.
Togli potere al passato.
Togli le colpe dai tuoi racconti.
Togli lo sguardo da chi ti parla alle spalle.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni.
Togli i compromessi che ti sporcano le scelte.
Togli i sì concessi per adattamento.
Perché, spesso, la vera ricchezza non è aggiungere, ma togliere”
Manuela Toto- Tratto da “Sotto le scale”
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