
Disordini temporomandibolari
La fisioterapia sta assumento sempre più un ruolo di primo piano per il trattamento dei dolori alla mandibola, click, rumori o difficoltà nella chiusura/apertura della bocca, dolore alla mascella, ai muscoli masticatori, al volto e ai denti di natura non odontogena. Tramite i criteri di valutazione delle linee guida internazionali, scopri se ti è consigliata una valutazione specialistica che puoi effettuare a Livorno, Castelfranco di Sotto e Montecatini Terme.
I disordini temporomandibolari sono definiti dall'American Academy of Orofacial Pain come un gruppo di disturbi che coinvolgono i muscoli masticatori, l'articolazione temporomandibolare e le strutture associate (strutture craniche, orecchio, lingua, ioide, collo). Le manifestazioni dei disordini temporomandibolari sono: click articolare, cefalea (mal di testa specie nella zona delle tempie), dolore all’orecchio, dolore o limitazione alla apertura o chiusura della bocca, dolore alla masticazione, tensione dei muscoli masticatori, bruxismo, serramento.
A questi si aggiungono spesso vertigini, confusione, difficoltà deglutitorie o di fonazione, dolore cervicale e alle spalle.
- DOLORE davanti o dentro l’orecchio, alla mandibola, zona dello zigomo, percepito talvolta anche ai denti
- MAL DI TESTA che coinvolge le tempie
- DIFFICOLTÀ o DOLORE ad APRIRE o CHIUDERE la bocca
- RUMORI ARTICOLARI tipo schiocchi, scrosci, click, crepitii
- BLOCCO della mandibola
- ACUFENE, VERTIGINI, TENSIONE DEI MUSCOLI MASTICATORI, BRUXISMO, SERRAMENTO

I disordini temporomandibolari, colpiscono circa il 12% della popolazione mondiale, ma recenti studi parlano di numeri in rapida crescita, arrivando a oltre il 30%. È infatti la causa principale di dolore orofacciale dopo i denti e uno dei disturbi più invalidanti a causa delle ripercussioni sulla vita sociale e sul coinvolgimento emotivo.
A soffrirne di più sono le donne, con un rapporto di 8:1, ovvero ogni 8 donne con dolore mandibolare, ne soffre 1 solo uomo.
Quando è consigliabile valutare un possibile disordine temporomandibolare?

La valutazione dei disordini temporomandibolari segue le linee guida internazionali "Diagnostic Criteria for TemporoMandibular Disorders DC/TMD", secondo le quali basta una risposta affermativa ad una delle seguenti domande, per essere potenzialmente affetti da un disordine temporomandibolare.
- Hai mai sofferto di dolore nella regione delle tempie, dell'orecchio o delle mascelle?
- Negli ultimi 30 giorni hai mai avuto mal di testa nella regione delle tempie?
- Negli ultimi 30 giorni hai mai sentito rumori muovendo la bocca?
- Sei mai rimasta/o bloccata/o a bocca chiusa o avuto la sensazione che la bocca non si aprisse del tutto?
- Sei mai rimasta/o bloccata/o a bocca aperta o avuto la sensazione che non si sarebbe richiusa?
Oltre ai criteri di valutazione esistono delle indicazioni per le quali è comunque consigliata una valutazione fisioterapica
- acufeni, vertigini
- esiti di apparecchi ortodontici
- esiti di chirurgia odontoiatrica invasiva
- esiti di chirurgia maxillofacciale sia per ricostruzione traumatica sia per finalità estetiche
- esiti di Whiplash (colpo di frusta), traumi (cadute) sul mento
- portatori di MAD (dispositivo di avanzamento mandibolare) in pazienti con OSAS

Come si svolge la valutazione da parte di un professionista specializzato?
Valutare i DTM significa adottare un metodo di valutazione rigoroso, basato sui protocolli internazionali DC/TMD (Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders). Questo approccio è suddiviso in due pilastri fondamentali: una prima valutazione, che analizza gli aspetti fisici e meccanici (come lo stato dell’articolazione, i muscoli e la presenza di infiammazioni), e seconda parte che approfondisce l’impatto del dolore sulla vita quotidiana, i fattori di stress e le tensioni psicofisiche che spesso alimentano il problema. Questa valutazione a 360 gradi permette allo specialista di non limitarsi al sintomo locale, ma di comprendere come le posture e le caratteristiche del movimenti, i comportamenti, le abitudini e le tensioni fasciali, possano contribuire al quadro clinico, costruendo un percorso di cura realmente su misura.
Durante la valutazione vengono raccolte informazioni sulla storia dei sintomi e vengono osservati, in relazione al problema riportato:
- Valutazione della compontente fisica: movimenti della mandibola, click o rumori articolari, valutazione articolare e muscolare, valutazione dei distretti associati
- Valtazione delle componenti del dolore: tipo ed intensità di dolore, impatto nella vita quotidiana, abitudini e comportamenti, carico emotivo e altri fattori potenzialmente rilevanti.
L'obiettivo è costruire un quadro complessivo, per intraprendere un percorso personalizzato e adatto alle necessità della persona.
Come può essere trattato un disturbo temporo-mandibolare?
Il trattamento dei disordini temporomandibolari è conseguente la valutazione del professionista specializzato e può comprendere:
- trattamento manuale tramite tecniche di manipolazione fasciale, rilasciamento muscolare e mobilizzazione articolare
- esercizio terapeutico per il recupero del movimento e del controllo mandibolare;
- lavoro sui distretti muscolari coinvolti e interventi sulla regioni ad esse connessa come la regione cervicale e le strutture muscolotendinee dei polsi e delle mani
- educazione e consigli per la gestione dei sintomi
- strategie per modificare alcune abitudini che possono contribuire ai sintomi
Non esiste un unico trattamento valido per tutti i DTM.
L'obiettivo è individuare le strategie più appropriate per la situazione specifica.
Bruxismo, quali forme esistono?
Il bruxismo è un'attività involontaria e ripetitiva dei muscoli masticatori. Si può classificare a tramite un criterio temporale (bruxismo diurno e bruxismo notturno) o in base al movimento (bruxismo statico o serramento e bruxismo dinamico o digrignamento).
Molto frequentemente viene indagato e si interviene terapeuticamente sul bruxismo notturno tralasciando la componente diurna che rappresenta la maggior parte delle forme temporali di bruxismo.
In base alle caratteristiche del movimento e al tipo di bruxismo definito, si potranno avere probabilità di sintomi diversi:
- bruxismo statico o serramento: la contrazione statica, ripetitiva e prolungata dei muscoli masticatori porta al loro "esaurimento" con manifestazione di tensione al volto e alle tempie, cefalea, pesantezza oculare, infiammazione gengivale e nei casi più marcati fratture dentali
- bruxismo dinamico o digrignamento è caratterizzato da una specie di masticazione senza cibo che porta le arcate dentali a sfregare l'una sull'altra. Questo può portare a facile erosione dentale, movimento dei denti, dolore all'articolazione temporomandibolare e all'orecchio,
Ed il BITE? Il bite è un dispositivo ortodontico rimovibile che agisce a protezione delle arcate dentali. L'utilizzo per detensionare la muscolatura masticatoria e l'articolazione temporo mandibolare, deve essere valutato in ogni singolo caso, poichè non è sempre necessario in questa situazione. La valutazione odontoiatrica e la collaborazione odontoiatra-fisioterapista permetteranno di effettuare la scelta terapeutica più indicata.
Le persone che soffrono di bruxismo spesso non ne sono a consapevolezza, ma non necessariamente svilupperanno un DTM e non significa che ogni dolore mandibolare sia causato dal bruxismo. Per questo può essere utile considerare sintomi, comportamento mandibolare, sonno, dolore e altri attori insieme. Quando necessario, il percorso può prevedere anche il coinvolgimento del dentista o di altri professionisti sanitari.
Quando è opportuno rivolgersi a un professionista?
È consigliabile richiedere una valutazione da parte di professinisti specializzati quando vi è anche una sola risposta affermativa alle "interception questions" suggerite dai "Diagnostic Criteria for TemporoMandibular Disorders" (trovi le interception questions ad inizio pagina).
Una risposta affermativa non significa essere affetti da disordine temporomandibolare tantomeno di necessitare di cure, ma solo una forte raccomandazione ad una valutazione, il che significa che potrebbe anche essere l'unica della propria vita.
E' maggiormente raccomanda quando il dolore o la limitazione:
- persistono da oltre 3 mesi;
- interferiscono con la masticazione;
- limitano l'apertura della bocca;
- sono associati a dolore importante;
- compaiono insieme ad altri sintomi;
- peggiorano progressivamente;
- interferiscono con la vita quotidiana.
In presenza di sintomi che potrebbero avere un'origine diversa da quella muscolo-scheletrica o temporo-mandibolare, può essere indicata una valutazione medica o odontoiatrica.
FAQ - Domande frequenti
La mandibola "che scrocchia" significa che c'è un problema?
Non necessariamente. I rumori articolari possono comparire anche in assenza di dolore o limitazioni. È importante considerare il rumore nel contesto della persona ed insieme agli altri sintomi. E' raccomandata una valutazione, che potrebbe anche essere l'unica della propria vita.
Il bruxismo può provocare dolore alla mandibola?
Nel tempo è fortemente associato a dolore o affaticamento dei muscoli masticatori e cefalea, ma il rapporto non è uguale per tutte le persone.
>>>Approfondimento: Bruxismo, quali forme?
Perchè fa male la mandibola al risveglio?
In caso di dolore al volto o alle tempie al risveglio sia a destra che a sinistra, molto probabilmente abbiamo serrato i denti durante la notte (bruxismo statico). Invece se il dolore è da un solo lato molto probabilmente si è assunta una posizione per dormire che creava eccessiva pressione sulla mandibola.
Il mal di testa può essere collegato alla mandibola?
Alcuni tipi di cefalea possono essere associati a disturbi muscolo-scheletrici e temporo-mandibolari. È comunque necessario valutare il quadro individuale.
La cervicale può essere associata ai disturbi mandibolari?
Si! Il collo è connesso alle strutture della bocca e all'articolazione temporomandibolare da tutti i punti di vista: muscolare, nervoso, vascolare, osteo-articolare, cutaneo. La valutazione del distretto cervicale avviene insieme alla valutazione dell'articolazione temporomandibolare.
La fisioterapia può essere utile per l'ATM?
La fisioterapia è fortemente indicata nel trattamento dei disturbi temporomandibolari. Il trattamento in cui si associano i vari approcci tra i vari professionisti sanitari è associato ad un maggior grado di risoluzione dei sintomi e mantenimento nel tempo.
Devo andare dal dentista o dal fisioterapista?
Dipende dai sintomi e dal quadro clinico. L'approccio associato ad una migliore risoluzione dei sintomi, prevede la collaborazione tra più professionisti.
>>> Approdonfimento: Disordini Temporomandibolari: cosa fa un fisioterapista specializzato
Hai dolore alla mandibola o sintomi compatibili con un DTM?

I disturbi temporomandibolari possono essere invalidanti, ma non sono una condizione permanente con cui dover convivere. Attraverso un approccio fisioterapico personalizzato che parte dall' analisi della tua storia clinica e integra il trattamento manuale e con la corretta consapevolezza, possiamo risalire all'origine del tuo fastidio e lavorare insieme per ripristinare la corretta funzione articolare. Il primo passo verso il sollievo è una valutazione specialistica: compila il modulo qui sotto per descrivermi i tuoi sintomi e prenotare la tua prima visita nel mio studio di Livorno, Castelfranco di Sotto, Montecatini Terme. Insieme, definiremo un percorso su misura per tornare a sorridere e mangiare senza tensioni o blocchi.
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gli studi presso i quali esercito
Livorno (LI)
c/o Fisiocare
Piazza Matteotti, 40
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Via Don P. I. Botti, 3
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Montecatini Terme (PT)
c/o Centro Thymos
Via Garibaldi, 36
51016 Montecatini Terme
