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Lo sviluppo motorio nel primo anno di vita: guida clinica alle tappe motorie
In qualità di fisioterapista e osteopata specializzato nel trattamento neonatale, osservo quotidianamente come l’ansia dei genitori derivi spesso da una mancanza di conoscenze e orientamento rispetto alle fisiologiche tappe del neurosviluppo. Comprendere le dinamiche motorie del primo anno di vita e conoscere cosa aspettarsi dalla crescita del proprio figlio, non serve a “misurare” il bambino, bensì a sostenerne correttamente le competenze, rispettandone la naturale progressione biologica.
Di seguito, un’analisi sintetica dei principali traguardi dello sviluppo psicomotorio.
2 mesi: l’esordio della relazione
Il secondo mese di vita segna un traguardo evolutivo straordinario nella sfera affettiva e relazionale. Il bambino inizia a reagire volontariamente, è in grado di relazionarsi visivamente con il genitore e di rispondere agli stimoli ambientali con “sorriso sociale”, ponendo le basi per la comunicazione interpersonale.
3 mesi: acquisizione del controllo posturale e del capo
A questa età compare un primo importante controllo posturale, e il piccolo impara a gestire la muscolatura del collo per controllare la testa.
• Se posizionato a pancia sopra (supino), il neonato è in grado di sollevare le gambe e talora il bacino
• Se posizionato a pancia sotto (prono), riesce a sollevare la testa, ruotarla in parte e a posizionare i gomiti sotto le spalle per sostenere il busto. E’ una conquista importante, in quanto poter guardare avanti (e non a terra) lo stimola a interagire con persone e cose, consolidando l’aspetto motorio-posturale, stimolando l’esplorazione, il mettersi alla prova e costruendo l’aspetto cognitivo.
4 – 5 mesi: esplorazione e lateralizzazione
Intorno ai 4 mesi e mezzo, in posizione prona, il bambino sviluppa la capacità di sollevare un braccio per giocare. E’ capace di mettersi sul fianco e verso i 5 mesi vi acquisisce la stabilità necessaria per giocarci comodamente, migliorando la coordinazione oculo-manuale e la simmetria corporea.
6 mesi: la prima locomozione
A 6 mesi il bambino è in grado di rotolare a pancia sotto e a pancia sopra in entrambe le direzioni. È una tappa cruciale: inizia di fatto la locomozione autonoma tramite il rotolamento. Le sue capacità visive percepiscono maggiormente la profondità stimolando il muoversi nello spazio eun’esplorazione attiva di ciò che è distante.
8 – 9 mesi: posizione seduta, gattonamento, striscio
A 8 mesi i bambini sono in grado di mantenere la posizione seduta se vi vengono posizionati. Il 9 mese è un mese cruciale dal punto di vista delle conquiste: raggiungono l’autonomia nel mettersi seduti, insieme ad altre tappe fondamentali come lo striscio e il gattonamento, essenziali per l’attivazione della coordinazione crociata e la costruzione neurologica del cammino.
11 mesi: verso la stazione eretta
A 11 mesi i bambini riescono a mettersi in piedi in autonomia tramite il “cavalier servente” e iniziano a praticare la cosiddetta “navigazione a costiera”, ovvero a spostarsi lateralmente camminando lungo i mobili e le pareti di casa, sfruttando i punti di appoggio verticali.
12 mesi: il cammino con appoggi
A 12 mesi fa il suo ingresso ufficiale nel mondo del cammino utilizzando degli appoggi, che rappresenta il trampolino di lancio verso la futura deambulazione autonoma.
Il Consiglio dello Specialista
È fondamentale che il genitore guidi il bambino nello sviluppo motorio e nella conquista delle proprie capacità senza mai sostituirsi a lui e senza incentivatelo a migliorare velocizzando i tempi. Le tappe motorie sono biologicamente ben stabilite: rispettare i suoi tempi naturali è il regalo più grande per una crescita motoria armonica e sicura. Se invece il bambino non ha ancora acquisito delle competenze nonostante abbia l’età per farlo, significa che ha molto probabilmente incontrato delle difficoltà. In tal caso si rende necessaria la valutazione di uno specialista.
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