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16 Maggio 2021Cos’è la capsulite adesiva o spalla congelata (frozen shoulder)?
La capsulite adesiva o spalla congelata è una problematica della spalla che si manifesta con dolore e riduzione di movimento conseguente una forte infiammazione della capsula articolare, al dolore e all’immobilizzazione.
Esistono due forme di spalla congelata:
- forma primaria o idiopatica dove il dolore e il ridotto movimento della articolazione della spalla si manifestano senza una causa apparente
- forma secondaria che si verifica per esempio dopo un intervento chirurgico o un trauma.
Possono favorire l’insorgenza di una spalla congelata problematiche quali interventi cardiaci, asportazioni linfonodali, chemioterapia, asportazione del tumore al seno, patologie a carico della tiroide, problematiche alle strutture nervose, patologie neurologiche.
Quali differenze tra la capsulite adesiva primaria e la capsilite adesiva secondaria (spalla congelata/frozen shoulder)?
La forma primaria insorge in assenza di cause apparenti in modo graduale e progressivo; è caratterizzata da 4 fasi che possono durare da qualche mese a qualche anno:
· Fase 1: dolore intenso e progressivo, il movimento resta comunque non compromesso se non dal dolore
· Fase 2: il dolore si riduce gradualmente ma la spalla inizia ad irrigidirsi
· Fase 3: la spalla ha strutturato un problema di movimento oltre al quale si manifesta il dolore tipico
· Fase 4: detta fase di rimodellamento, rappresenta il periodo necessario per recuperare la mobilità della spalla
La forma secondaria è conseguente al dolore e all’immobilizzazione successive ad un trauma o un intervento chirurgico. Si manifesta a circa 30/35 giorni da esso con una rigidità progressiva e graduale che si struttura nel giro di poco tempo. È importante perciò programmare tramite un professionista, un intervento preventivo.
Come si manifesta la capsulite adesiva?
La spalla congelata si manifesta con un intenso dolore diffuso su tutta la spalla, talvolta il dolore può scendere lungo il braccio fino al gomito. La persona ha molta paura a compiere qualsiasi movimento del braccio, in quanto anche con piccoli movimenti si presentano delle forti scariche di dolore fino alla mano con possibile sensazione di intorpidimento, formicolio e pesantezza che persistono da qualche minuto fino a qualche ora. Nella prima fase della forma primaria il dolore tende ad essere continuo e risponde alle terapie farmacolgiche. Il passare del tempo avvicina il dolore delle fasi successive a quello della forma secondaria, ovvero un dolore tipico intenso solo se cerchiamo di muovere la spalla oltre le sue rigidità.
Quali opzioni terapeutiche per la spalla congelata?
Le possibilità terapeutiche variano per la capsulite adesiva primaria o secondaria.
Forma primaria: devono essere rispettate le fasi di evoluzione della spalla congelata, nelle prime due fasi è importante prevenire (nel rispetto del dolore) complicanze e rigidità ulteriori; si eseguono mobilizzazioni lente nel range concesso. Nelle ultime due fasi la mobilizzazione è lo strumento principale di opzione terapeutica in quanto il problema è dovuto ad una rigidità dei tessuti e non una forma infiammatoria.
Forma secondaria: la mobilizzazione non deve rispettare le fasi della primaria ma deve tener di conto del tipo di causa (frattura, riparazione tendinea, etc) modulando l’intensità, i tempi e l’approccio della mobilizzazione.
In caso di deficit di mobilità importanti possono essere eseguiti su consulto e in collaborazione medica, mobilizzazioni con anestetico mentre per rigidità oltre i 100° si valuta la mobilizzazione in anestesia di plesso.
È importante comunque cercare di anticipare ogni forma di mobilizzazione (a secco, in acqua, attiva/assistita o passiva) quando consentito, in quanto la spalla congelata è conseguente un’eccessiva immobilizzazione.
Il mio approccio e la Manipolazione Fasciale®
L’approccio di mobilizzazione è accompagnato dalla valutazione e dal trattamento di Manipolazione Fasciale che permettono di ridurre il dolore e le interferenze di problematiche muscolari, connettivali e di altre strutture sulla spalla. Questo permette di essere più specifico e preciso a livello della capsula nella mobilizzazione articolare velocizzando i tempi di recupero e diminuendo il dolore. La mobilizzazione e la gestione del dolore possono essere facilitati e gestiti tramite l’apprendimento da parte del paziente e l’utilizzo di tecniche di rilassamento o ipnotiche. In collaborazione con l’ortopedico si valutano continuamente i risultati e le opzioni terapeutiche migliori in ogni singolo momento. Al tempo stesso si guida il paziente in un programma individuale di esercizio che può svolgere in autonomia.
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