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Cosa sono il russamento e le sindromi da apnee ostruttive del sonno? (OSAS)
Il russamento è il rumore prodotto durante il sonno quando il flusso d’aria è ostacolato dalle vie respiratorie superiori. E’ causato dalla vibrazione dell’ugola e di altri tessuti molli nella gola, come il palato molle. Quando le vie aeree superiori si restringono durante il sonno (per esempio, per rilassamento muscolare o per una posizione supina), l’aria inspirata incontra una maggiore resistenza, causando vibrazioni nei tessuti molli. Anche se spesso è innocuo, può essere un segnale di un problema più serio che può evolvere verso la sindrome delle apnee notturne.
La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è un disturbo respiratorio caratterizzato da ripetute pause nella respirazione durante il sonno, dovute a ostruzioni delle vie aeree superiori. Queste interruzioni, chiamate “apnee”, possono durare diversi secondi e riducono l’ossigeno nel sangue, costringendo il corpo a correre ai ripari in modo decisamente importante (tramite una scarica di adrenalina), che causa frequenti risvegli notturni ed impedisce il raggiungimento del sonno REM con il risultato di un sonno frammentato e non ristoratore. Il cattivo riposo porta gradualmente a sintomi come sonnolenza diurna, cefalea mattutina e difficoltà di concentrazione. L’OSAS aumenta il rischio di patologie come ipertensione, diabete, malattie cardiache e neurologiche, tra cui la demenza degenerativa di Alzheimer.
La diagnosi avviene tramite esami specifici, come la polisonnografia, e il trattamento può comprendere cambiamenti nello stile di vita, dispositivi orali, o l’uso di macchine a pressione positiva continua (CPAP).
Perchè si verificano le sindromi da apnee notturne?
La sindrome da apnee notturne OSAS, può essere classificata in tre principali forme a seconda della natura della sua causa:
- forma ostruttiva: nella sindrome da apnee notturne OSAS di natura ostruttiva (la più frequente almeno nei primi stadi), la causa principale è l’ostruzione al flusso d’aria che si ha nelle viee aeree superiori. Causa di questo ostruzione può essere un collasso dovuto ad una ipotonia muscolare, una aumentata resistenza alla meccanica respiratoria come può avvenire in caso di obesità, presenza di strutture ingrossate o alterate come in caso di tumori, abitudine tabagica, BPCO, GERD ovvero reflusso gastrico importante e presente da tempo, esiti di aclune forme di terapie come la radioterapia.
- forma neurologica: nelle sindromi da apnee notturne OSAS di forma neurologica, i tessuti non hanno alterazioni proprie ma gli input che arrivano all’apparato respiratorio dal cervello, non sono validi in qualità, quantità e frequenza. E’ un vero e proprio malfunzionamento della centralina che dà i comandi.
- forma mista: nelle sindromi da apnee notturne OSAS di forma mista, come si può facilmente intuire, si ha un quadro combinato di cause ostruttive e neurologiche.
Quali sono le principali conseguenze delle sindromi da apnee notturne?
Le sindrome da apnee notturne OSAS aumentano il rischio di patologie come ipertensione, diabete, malattie cardiache e neurologiche, tra cui la demenza degenerativa di Alzheimer. I sintomi includono sonnolenza diurna, stanchezza cronica, cefalea mattutina e difficoltà di concentrazione. Il quadro di ipossia (deficit di ossigenazione) ricorrente che si crea, crea acidosi e partecipa ad aumentare il tono muscolare e la sensibilità dolorifera con attivazione dei trigger point, rigidità e dolore. Questo si verifica molto più frequentemente nelle strutture craniocervicomandibolari con cervicalgie, disordini temporomandibolari, vertigini, secchezza e lesioni delle mucose, e negli arti superiori con possibile sviluppo di epicondiliti, epitrocleiti, sindrome del tunnel carpale. L’ipossia cronica insieme a fattori emozionali, sembra inoltre essere associata ad una maggiore possibilità di insorgenza di fibromialgia.
Quali comportamenti adottare in caso di russamento o si sospetti una sindrome da apnee notturne?
Per prima cosa occorre accorgersi del problema, in quanto essendo presente durante il sonno, spesso non ci è facile venire a conoscenza del disturbo se non tramite il partner che ci può raccontare di sentirci russare in modo vigoroso, di vederci respirare in modo discontinuo con delle pause seguite da un movimento scattoso e ripresa del respiro.
Per prima cosa occorre recarsi dal medico che valuterà se è necessaria fare una polisonnografia ed eventulamente una visita specialistica.
Alcuni dei nostri comportamenti possono però venirci in aiuto:
- dormire sul fianco riduce la resistenza al flusso d’aria
- una corretta alimentazione influisce sulla pressione addominale riducendola e favorendo l’attività diaframmatica, riduce inoltre un eventuale reflusso che può portare ad ispessimendo ed edema delle vie superiori
- mantenere un peso corporeo idoneo
- sospendere o quanto meno ridurre l’abitudine tabagica e l’uso di alcool che provocano edema cronico e ispessimento dei tessuti
- dedicarsi ad attività fisica costante: il movimento partecipa a mantenere l’elasticità delle strutture della gabbia toracica, l’elasticità polmonare e facilita il raggiungimento degli obbiettivi soprastanti
Come possono aiutare la Manipolazione Fasciale e l’osteopatia nelle sindromi da apnee notturne OSAS?
In caso di accertata sindrome di apnee notturne può essere consigliato dal medico, l’utilizzo di un dispositivo orale chiamato MAD – Mandibular Advancement Device, ovvero un dispositivo che trasli anteriormente la mandibola e aumenti il volume delle viee aeree superiori, permettendo un flusso d’aria maggiore. Questo dispositivo sollecita in modo importante il distretto craniocervicomandibolare, rendendosi poco confortevole. La manipolazione fasciale e l’osteopatia intervengono aumentando la mobilità della bocca e di tutto il sistema cranico, rendendo il dispositivo più tollerabile ed aumentandone efficacia sia per la maggiore compliance del paziente, sia facilitandone la funzione specifica.
Anche in caso di sindromi da apneee notturne più gravi per i quali è necessario l’utilizzo della CPAP, la manipolazione fasciale e l’osteopatia, partecipano a rendere la terapia più tollerabile, aumentando la compliance del paziente.
La manipolazione fasciale e l’osteopatia, inoltre lavorando sulle fasce del collo, del cingolo scapolare del torace e degli arti superiori, migliorano la mobilità, permettendo di poter mantenere la posizione dul fianco durante il riposo notturno e di intervenire con efficacia su sintomi quali cervicalgie, disturbi dell’articolazione temporomandibolare ATM, epicondiliti, epitrocleiti, sindromi del tunnel carpale, oppressione o senso di fiato corto.
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