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Perchè portare il/la bambino/a dall’osteopata?
La gravidanza ed il parto per quanto momenti belli e significativi della vita, rappresentano un momento altrettanto traumatico sia per il nascituro che per la madre. Vediamoli insieme.
Cos’è il parto?
Il parto è quel processo naturale attraverso il quale il piccolo portato in grembo dalla madre, conquista la propria vita.. Per quanto naturale, è un processo molto complesso in quanto il feto e soprattutto la testa, hanno una dimensione molto maggiore del canale vaginale e del piccolo bacino da cui devono passare per conquistare la vita propria.
Il parto è un insieme di numerosi complessi meccanismi sia da parte della madre, sia per il nascituro:
- dal punto di vista della madre, si ha un importante cambiamento ormonale finalizzato ad elasticizzare il tessuto, rendere il bacino più mobile ed adattabile in modo da dilatare/aumentare le dimensioni del canale e adattarsi al passaggio del nascituro; al tempo stesso la parte uterina deve aumentare il suo tono, sia per eseguire le contrazioni, sia per formare una superficie rigida che permette al piccolo/a di poter partecipare al processo
- dal punto di vista del/la bambino/a si ha un forte stress in compressione: le ossa del cranio si comprimono per adattarsi al passaggio in un canale più stretto della sua reale dimensione, stessa cosa avviene a livello delle spalle e del bacino. Inoltre il neonato subisce la sua prima fase estensoria, ovvero spinge contro la parete uterina per favorire l’uscita, determinando una importante compressione diretta dalla testa (che trova l’opposizione del canale vaginale e del piccolo bacino della madre) ai piedi.
Perchè dunque è importante portare il/la bambino/a dall’osteopata?
L’osteopata durante la sua valutazione, indaga il decorso della gravidanza, lo stato di salute pregresso della madre, tutte le informazioni relative al parto e ai primi momenti di vita del/la bambino/a, ed il suo stato attuale di salute, prosegue poi tramite test di indagine dell’aspetto cranico, della schiena, della mobilità degli arti, delle tensioni viscerali e connettivali, del tono muscolare. In tutto questo l’osteopata persegue l’obbiettivo di sostenere la salute e la crescita del bambino, migliorando il suo adattamento alla vita e sostenendo le sue capacità naturali.
Quali problematiche del neonato possono essere trattate dall’osteopata pediatrico?
L’intervento osteopatico varia molto a seconda dell’età e del periodo di crescita del bambino. I maggiori risultati si hanno nei primi 6 mesi di vita, ma si ottengono buoni risultati fino ad un anno. A seconda della tipologia di problematica, l’intervento dopo l’anno di vita può già essere tardivo in quanto le potenzialità di crescita e sviluppo del bambino si riducono di molto.
Il primo anno di vita rappresenta il periodo con maggiori possibilità di risultato:
il trattamento osteopatico può intervenire su rigurgito, coliche, difficoltà di suzione e deglutizione, ostruzione del dotto lacrimale, otiti, stitichezza, ritardi o difficoltà nello strisciamento e nel rotolamento, nello stare seduto e nel gattonamento, asimmetrie, deformazioni craniche, plagiocefalia, brachicefalia, deformazioni ortopediche, torcicollo, piede torto, alterazioni posturali, paralisi nervose, dermatiti, patologie ortopediche, patologie neurologiche, patologie respiratorie, difficoltà del sonno.
Nel bambino di due o 3 anni, il tessuto inizia ad organizzarsi e le capacità di sviluppo e crescita del bambino diminuiscono, riducendo le probabilità di risultato su alcune problematiche. Si può intervenire su problematiche digestive, ritardi o difficoltà nella stazione eretta e nel cammino, torcicollo, piede torto, deformazioni ortopediche, alterazioni posturali, paralisi nervose, dermatiti, patologie ortopediche, patologie neurologiche, patologie respiratorie, difficoltà del sonno, alcune difficoltà nello sviluppo della parola. Oltre i 3/6 anni il tessuto si è ormai organizzato ed inizia a rinforzarsi in base agli schemi motori ripetitivi, alcune problematiche non sono più risolvibili ma si può comunque intervenire per aiutare il corpo a migliorare le strategie con raggirare il problema. Il trattamento è sempre più simile all’adulto.
Perchè scegliere un osteopata specializzato nel metodo FSC – Facilitazione allo sviluppo?
L’osteopata specializzato nel metodo FSC, aggiunge alle proprie competenze osteopatiche, l’analisi e la valutazione delle capacità motorie del bambino, stabilendo un’età funzionale (ovvero che rispecchia le sue capacità) confrontandola con quella anagrafica (che rispecchia la velocità e le potenzialità di sviluppo). In questo modo si vanno ad intercettare le differenze e si interviene educando i genitori nella gestione globale del piccolo, dal semplice vestirlo, cambiarlo, a come poterlo intrattenere per migliorare le sue competenze motorie, insegnando loro degli esercizi se necessario.
Quando portare il/la bambino/a dall’osteopata specializzato in facilitazione allo sviluppo?
In condizioni normali si esegue una valutazione a 6/8 settimane, 6-9-12-15-18 mesi, età che corrispondono alle principali tappe di sviluppo delle competenze motorie e cognitive. La valutazione più importante è quella delle 6/8 settimane, in quanto si vanno a valutare i riflessi fondamentali e la loro integrazione; a 3 mesi con l’opportuna valutazione del parto e delle capacità motorie, si può stabilire il miglior esito possibile del trattamento, individuando eventuali incertezze posturali.
In caso di ricovero, complicanze relative al parto o dimissione alla nascita posticipata, si consiglia di far valutare il bambino a 10 gg, 1 mese e 2 mesi dopo la dimissione, a prescindere dall’età anagrafica del bambino, rispettando comunque le valutazioni precedenti.
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