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18 Agosto 2026In un altro articolo ho descritto cos’è l’epicondilite, come si manifesta e quali opzioni terapeutiche vi sono per guarire ( leggi l’articolo “Il gomito del tennista: l’epicondilite o dolore laterale del gomito. Come approcciarlo?”), oggi approfondisco una struttura del corpo spesso dimenticata ma che quasi sempre è coinvolta nel dolore al gomito o epicondilite: la fascia palmare.
Cos’è la fascia palmare e perché è collegata al dolore al gomito o epicondilite?
La fascia palmare è lo strato di tessuto connettivo che si trova nel palmo della mano, al di sotto della cute e che ricopre i muscoli. In realtà tutte queste strutture, dalla cute ai muscoli, sono molto adese tra loro, senza permettere movimenti e scorrimenti tra la pelle ed i muscoli sottostanti. Se provi infatti a darti un pizzicotto sul braccio, puoi facilmente sollevare la pelle e sentire come essa si possa muovere diversamente nelle tre direzioni dello spazio, ma al contrario nel palmo della mano non riesci nemmeno a prenderla! Quest caratteristica del corpo è fondamentale per permettere la prensione degli oggetti e la loro manipolazione, ma riduce le possibilità di adattarsi da parte delle strutture e trasmette le forze in maniera diretta alle strutture ad esse collegate.
La fascia palmare si collega ai retinacoli del polso e svolge una funzione che si associa a quella dei muscoli estensori del polso che sono i responsabili del dolore al gomito o epicondilite: ecco due importanti connessioni, una anatomica e l’altra funzionale.
Come si manifesta il ruolo della fascia palmare nell’epicondilite o gomito del tennista?
Chi soffre di epicondilite o dolore laterale al gomito, spesso svolge lavori manuali o sport di prensione, ovvero dove la mano è impegnata a stringere qualcosa (martello, cacciavite, etc racchetta, etc) infatti ne sono colpiti spesso falegnami, muratori, elettricisti, idraulici, tennisti.
Il dolore si manifesta soprattutto nella prensione della mano, a svitare una bottiglia, a stringerla ad amici e parenti, a svolgere le attività ripetitive lavorative; con il progredire del tempo si cronicizza con dolore continuo e notturno anche senza il coinvolgimento delle attività manuali.
Cosa posso fare per migliorare la salute della mia fascia palmare e il dolore al gomito o epicondilite?
Soprattutto nelle prime fasi del dolore, il rilascio della fascia palmare può dare grandi benefici. Senz’altro vi è un ruolo importante della ripetitività del gesto lavorativo e della sua intensità (spesso si deve mettere forza per stabilizzare il peso del martello, o forze che sono generate dal lavoro richiesto) per cui possiamo chiederci se possiamo svolgere l’azione con qualche strategia diversa, tipo se vi sono strumentazioni o trucchi e se effettivamente è necessaria la forza che mettiamo per svolgere quell’azione o ne basterebbe molta di meno (è un fenomeno molto frequente che presi dal lavoro da svolgere e dai ritmi, impieghiamo più forz e e spendiamo più energie del necessario. Teniamo infatti in considerazione che quando applichiamo una forza ad un corpo questo avrà inizialmente una resistenza e riverserà la forza su di noi! Terza legge della fisica. Capisco che il concetto sia più complicato, ma in semplice la forza che applichi ti torna indietro che se dando un cazzotto ci fosse subito qualcuno che telo rende).
Sono indicati esercizi di stretching del pettorale, del bicipite e della mano, il massaggio del palmo della mano con una pallina, mentre sono da evitare hobby che aggravino ulteriormente le tensioni e la rigidità di questa zona, come andare a potenziare il bicipite con i manubri, utilizzare i manubri in generale, giocare a tennis, utilizzare strumentazioni come motocoltivatore, zappa etc
Il mio approccio e la Manipolazione Fasciale®
Il trattamento dell’epicondilite nella mia pratica clinica si avvale della Manipolazione Fasciale® per la valutazione ed il trattamento della catena muscolare e delle altre strutture che possono ritardare e compromettere la guarigione. Questa visione permette di intervenire anche nella prevenzione di problematiche muscoloscheletriche che riguardano il collo ed entrambi gli arti superiori (cuffia dei rotatori, problematiche del pollice). Ha un rapido impatto sulla riduzione del dolore e rende più rapida la gestione del carico muscolare tramite l’esercizio terapeutico.
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