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Cos’è il riflesso tonico asimmetrico del collo?
Il riflesso tonico asimmetrico del collo (ATNR) è un riflesso fondamentale presente nel neonato già dalla 18 settimana intrauterina: quando la testa del neonato ruota da un lato, il braccio e la gamba dello stesso lato si estendono, mentre il braccio e la gamba opposti si flettono, assumendo una posizione “a schermidore”.
Questo riflesso è essenziale dalla vita intrauterina fino al 4-6 mese:
- nella vita intrauterina permette i cambi di posizione del feto, sia per permettere “l’accrescimento” che per fare esperienze o posizionarsi più comodo
- durante il parto permette al bambino di collaborare in modo sincrono con la mamma: il bambino tramite principalmente il riflesso tonico asimmetrico del collo, il riflesso di raddrizzamento del collo e il riflesso di Galant, compie dei movimenti che stimolano le pareti uterine alla contrazione e al tempo stesso le sfrutta per spingere e fare forza. In questo modo riesce a compiere movimenti di avanzamento sia anteroposteriori che laterali, dotando il cingolo scapolare ed il bacino di grande flessibilità e adattabilità. Questo delicato momento costituisce un grande impegno muscolare da parte del bambino, ma rappresenta una fase fondamentale per rinforzare i riflessi e le strutture muscolari (“maturazione”) che sono fondamentali alla sopravvivenza nei primi due mesi di vita. Nei parti cesarei questo processo viene a mancare, rappresentando infatti uno dei fattori di rischio per problematiche di sviluppo motorio e di apprendimento;
- alla nascita fino ai 4 mesi in quanto permette di cambiare le posizioni, favorire lo sviluppo della vista e della percezione della propria mano, delle due metà del corpo e della linea mediana (coordinazione oculo-manuale). E’ inoltre vitale nel ridurre il rischio della morte in culla in quanto collabora con il riflesso di Smith Axoy determinando l’estensione, la rotazione della testa ed il sollevamento del braccio in caso di occlusione delle vie aeree nella posizione prona, procurandosi una strada libera per respirare. Durante questo riflesso si ha anche uno sbadiglio seguito da un immediato respiro profondo, questo per aprire le viee aeree ed avere subito molta aria, ma in caso di di riflessi deboli o scarsamente sollecitabili, questo effetto si riduce, con un maggiore rischio di eventi avversi
Il riflesso si manifesta pienamente durante le prime settimane di vita e normalmente inizia a integrarsi, o diminuire, intorno alle 6-8 settimane, fino a scomparire completamente intorno ai 4-6 mesi di età, man mano che il bambino acquisisce maggiore controllo posturale e coordinazione motoria. La sua persistenza oltre questo periodo può indicare problemi neurologici o dello sviluppo motorio, richiedendo ulteriori valutazioni mediche e interventi terapeutici mirati.
Qual è il significato e la funzione del riflesso tonico asimmetrico del collo?
Il riflesso tonico asimmetrico del collo, come gli altri riflessi, rappresenta uno strumento di relazione con il mondo fino ai 2 mesi.
Come abbiamo visto è fondamentale durante la gravidanza, il parto e nelle prime settimane di vita.
Gradualmente predispone ad uno sviluppo del controllo posturale, aiuta a sviluppare la percerzione della propria mano, la coordinazione occhio-mano, favorisce la consapevolezza visiva tridimensionale e il controllo motorio, rappresenta un salvavita insieme al riflesso Smith Axoy.
Questo riflesso è fondamentale per il corretto sviluppo neuromotorio e la sua integrazione alle 6-8 settimane è un indicatore di sviluppo neurologico sano.
Quando deve essere correttamente integrato?
Il riflesso tonico asimmetrico del collo (ATNR) deve essere correttamente integrato intorno alle 6-8 settimane di vita, con l’acquisizione del controllo posturale del capo. Questo periodo segna l’inizio della coordinazione mano-bocca e l’avvicinamento alla linea mediana del corpo, fondamentali per lo sviluppo motorio e cognitivo. Intorno ai 3 mesi, i bambini iniziano a portare le mani alla bocca e a giocare con entrambe le mani davanti al viso dal quarto mese, segnali che il riflesso ATNR sta diminuendo, favorendo movimenti più simmetrici e coordinati. La corretta integrazione di questo riflesso è essenziale per un sano sviluppo neuromotorio.
A cosa può portare una non integrazione del riflesso tonico asimmetrico del collo nel neonato?
La non integrazione del riflesso tonico asimmetrico del collo predispone nel primo anno di vita ad assumere una posizione con la testa ruotata dal lato del riflesso dominante, conosciuta come posizione di comfort. Ciò aumenta il rischio di plagiocefalia, rigidità dell’arto superiore e inferiore in estensione dallo stesso lato e in flessione dal lato opposto.
Questa postura limita le esperienze motorie del bambino, influenzando negativamente lo sviluppo neuropsicomotorio, sia a livello motorio (rotolare, strisciare, gattonare, etc.) che emozionale. I bambini che non controllano il proprio corpo possono diventare più spaventati e irritabili, incapaci di realizzare ciò che vorrebbero.
La coordinazione occhio-mano e quella mano-mano sono difficili da sviluppare in quanto la persistenza dell’ATNR può rendere difficile la prensione di oggetti e l’avvicinamento alla linea mediana, influenzando negativamente l’abilità di manipolare giocattoli e strumenti, e quindi ritardando lo sviluppo delle competenze manuali e impedendo la coordinazione ed i gesti bimanuali.
Le relazioni tra collo, testa e nervo vago possono accentuare disturbi digestivi come rigurgiti e coliche, che nei casi più gravi possono portare a malnutrizione e crescita inadeguata.
La persistenza del riflesso ATNR ha inoltre ripercussioni sul sistema sensoriale, l’integrazione tra quello acustico-vestibolare, quello visivo e la muscolatura del collo e della schiena: si possono manifestare disturbi di convergenza oculare, astigmatismo, strabismo, disturbi di equilibrio, difficoltà a mantenere una traiettoria dritta durante il cammino con tendenza a dirigersi da un lato e manifestazione della classica camminata a zig-zag per compensare e raggiungere la destinazione desiderata. Queste difficoltà si possono ripercuotere anche sull’aspetto posturale e muscolare e potrebbe causare problemi di asimmetrie posturali e scoliosi.
La mancanza di esperienze motorie riduce la crescita cerebrale e l’apprendimento in una fase cruciale dello sviluppo: dal punto di vista cognitivo, l’integrazione ritardata del riflesso può influire sul quoziente intellettivo e sulla capacità di concentrazione e apprendimento.
I bambini potrebbero manifestare difficoltà a seguire con gli occhi gli oggetti orizzontalmente da un lato all’altro, soprattutto al loro passaggio sulla linea mediana.
Le difficoltà vanno dalla lettura alla scrittura, manifestandosi con un rallentamento ed una esitazione nel punto di passaggio a livello della linea mediana; se si osserva il bambino si può notare una difficoltà e la necessità di maggiore concentrazione (rallentamento e fissità dello sguardo, ricerca di maggiore controllo e stabilità del collo e del capo, irrigidimento della testa alla ricerca di stabilità, talvolta ci possono essere differenze di capacità nella lettura e scrittura da posizione in piedi e seduta).
La scrittura può diventare talmente di difficile esecuzione che il bambino ricerca strategie diverse per sopperire e compensare le difficoltà: causando il riflesso tonico asimmetrico del collo una tendenza alla apertura della mano, tendenzialmente si ha difficoltà ad apprendere una impugnagtura corretta della penna, mantenendo uno schema errato caratterizzato da una eccessiva forza nell’impugnatura e nella pressione del tratto della penna. Scrivere diventa molto impegnativo e faticoso e si ricorre all’utilizzo di altre strade comunicative (spesso riesce molto bene a comunicare e sviluppare il problem solving se deve farlo oralmente, mentre le capacità crollano se invece deve farlo scivendo).
Tutto ciò che richiede la comunicazione e la coordinazione dei due lati del corpo diventa difficile e spesso predispone a movimenti goffi e robotici, come il cammino, costitudendo di fatto una difficoltà relazionale anche con i coetanei che spesso lo rendono bersaglio di derisioni, insulti, esclusioni (“Non sei dei nostri perchè sei scarso”, etc)
Nei casi più gravi, la mancata integrazione del riflesso potrebbe essere un indicatore di condizioni neurologiche più gravi, come paralisi cerebrale o disordini dello spettro autistico e portare anche a conseguenze ortopediche importanti (scoliosi, etc). Pertanto, è cruciale monitorare e valutare adeguatamente lo sviluppo neuromotorio dei neonati per intervenire tempestivamente con terapie appropriate.
L’importanza della Manipolazione Fasciale® e dell’osteopatia nella facilitazione dell’Integrazione del Riflesso Tonico Asimmetrico del Collo
L’integrazione di Manipolazione Fasciale e osteopatia rappresenta uno strumento essenziale per facilitare l’integrazione del riflesso tonico asimmetrico del collo (ATNR). Questi approcci terapeutici possono migliorare la mobilità articolare, ridurre le tensioni muscolari e favorire l’esperienze sensoriali corrette del bambino facilitando così l’integrazione naturale del riflesso. La Manipolazione Fasciale, in particolare, aiuta a liberare le restrizioni fasciali riducendo la capacità del riflesso miotatico (il riflesso che favorisce la contrazione del muscolo) di mantenere attivo il riflesso tonico asimmetrico del collo ed impedire il normale sviluppo motorio, con risultati che possono manifestarsi anche immediatamente.
Il migliore strumento di intervento è una valutazione neuropsicomotoria precoce: la valutazione neuropsicomotoria è cruciale per identificare precocemente eventuali ritardi o anomalie nello sviluppo del neonato. Utilizzando il “metodo FSC – Facilitazione allo Sviluppo”, si può intervenire tempestivamente per prevenire problematiche di sviluppo motorio e trattare patologie neurologiche. Questo metodo si basa su una stretta collaborazione tra genitori e terapista, sfruttando le straordinarie capacità di apprendimento del neonato, che nel primo anno di vita acquisisce nuove competenze a una velocità impressionante: 12 volte più veloce di un adulto nei primi sei mesi e sei volte più veloce nei successivi sei mesi.
Il “metodo FSC” prevede un lavoro intensivo e mirato, in cui il terapista guida i genitori nell’implementazione di esercizi e stimolazioni specifiche, adattate alle esigenze individuali del bambino. Questo approccio integrato non solo favorisce uno sviluppo neuromotorio sano, ma migliora anche le cerebropotenzialità del bambino, promuovendo un apprendimento ottimale e una crescita armoniosa. La prevenzione e il trattamento precoce attraverso queste metodologie possono ridurre significativamente il rischio di sviluppare condizioni neurologiche più gravi e favorire un progresso armonioso nel percorso di crescita del bambino.
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