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Cos’è il reflusso e come si manifesta?
Il reflusso gastroesofageo è la condizione in cui l’acido prodotto dallo stomaco risale nell’esofago, causando bruciore, irritazione e rigurgito. Questo succede quando la valvola che separa lo stomaco dall’esofago, chiamata sfintere esofageo inferiore, non riesce a chiudere correttamente. I sintomi possono includere una sensazione di bruciore dietro lo sterno, pesantezza alla bocca dello stomaco, rigurgito acido, difficoltà a deglutire, eruttazione, tosse stizzosa, tosse cronica, raucedine o raschiore alla gola; questi sintomi possono peggiorare dopo i pasti, da sdraiati o durante la notte.
Altri sintomi meno comuni possono essere la facilità di afte alle mucose della bocca, tendenza ad avere carie ricorrenti, maggiore sensibilità dentale, causate sia dall’aumentata acidità del muco e della saliva, sia dall’alterazione della flora microbica della bocca causata proprio dall’aumento di acidità.
Frequentemente il reflusso nelle fasi inziali non si manifesta con una sintomatologia importante, per questo viene sottovalutata o si ricorre all’assunzione di integratori o sostanze che facilitino la digestione. Con il passare del tempo, i sintomi possono farsi importanti, e a questo punto in taluni casi, la mucosa ha già subito dei danni immportanti e può andare incontro alla Esofagite di Barrett.
Il reflusso può influenzare significativamente la qualità della vita, provocando disagio sia fisico che emotivo.
Quali atteggiamenti posturali favorisce?
Il reflusso porta a modificare la propria postura, sia per cercare di alleviare i sintomi, sia perchè la costante irritazione provoca un aumento delle tensioni del tessuto connettivo che riveste l’apparato digerente. Spesso, si tende a inclinare il busto in avanti o a rimanere seduti con la schiena curva per ridurre la pressione sull’addome. Questo atteggiamento può essere accentuato soprattutto dopo i pasti o durante la notte, quando i sintomi di reflusso sono più intensi a causa della posizione sdraiata (la persona con reflusso preferisce dormire con più cuscini, talvolta seduta e predilige essere rivolta sul fianco sinistro, che permette alla valvola di essere meno esposta al contatto con i succhi gastrici). Le forti tensioni e presenti da lungo tempo, portono ad assumere posizioni asimmetriche, causando uno squilibrio muscolare che si ripercuote sull’intero sistema posturale.
Perché è in grado di influenzare la postura?
Il reflusso può influenzare la postura tramite diverse modalità:
- in primis il dolore retrosternale tende a far assumere una posizione di rilassamento addominale, in modo da ridurre la pressione sullo stomaco e sul diaframma e di conseguenza la possibilità che i succhi gastrici vadano ad interessare la mucosa esofagea
- l’irritazione della mucosa dell’esofago, che non è nata per entrare in contatto con i succhi gastrici, porta a suo danneggiamento con riduzione dell’elasticità e aumento della trazione in avanti del collo e della testa
- il sistema digestivo posside una innervazione ortosimpatica che fa riferimento al tratto dorsale ed una parasimpatica che in caso dell’esofago fa riferimento al nervo vago che fuoriesce a livello del cranio e interagisce con il sistema di rotazione della testa, il sistema della vista e dell’eequilibrio
- inoltre, la connessione tra esofago e diaframma gioca un ruolo cruciale: la disfunzione del diaframma dovuta al reflusso può influire negativamente sulla postura, poiché il diaframma è fondamentale per la stabilità della colonna vertebrale.
A quali dolori muscolari articolari può essere collegato?
Il reflusso gastroesofageo può essere collegato a vari dolori muscolari e articolari. La postura compensatoria adottata per alleviare i sintomi, l’aumento delle tensioni connettivali dovute all’irritazione e al danneggiamento della mucosa, i legamenti che lo stabilizzano e i sistemi di innervazione ortosimpatico e parasimpatico, possono accentuare un atteggimento di chiusura delle spalle, di testa in avanti e causare tensioni e dolore al collo, alle spalle e alla schiena. In particolare, l’area lombare e quella cervicale sono spesso interessate da contratture muscolari dovute a posizioni scorrette mantenute per lunghi periodi. Inoltre, può provocare mal di testa, dolori mandibolari e problemi alla mascella a causa della tensione muscolare associata al tentativo di evitare il bruciore di stomaco.
Quali abitudini di vita posso cambiare per migliorare il reflusso?
Per migliorare il reflusso gastroesofageo, è fondamentale adottare abitudini alimentari corrette, scegliere alimenti di qualità nutrizionale e adottare un’igiene alimentare adeguata.
In primo luogo, evita alimenti noti per aumentare l’acidità gastrica, come cibi piccanti, agrumi, cioccolato, menta, caffè e bevande gassate. Opta invece per pasti leggeri e frequenti, evitando di mangiare troppo in una sola volta. È consigliabile non sdraiarsi subito dopo i pasti: attendi almeno due-tre ore prima di andare a letto. Mangia lentamente e mastica bene il cibo per facilitare la digestione. Inoltre, ridurre o eliminare il consumo di alcol e tabacco può significativamente migliorare i sintomi. Elevare la testata del letto di circa 15-20 cm può aiutare a prevenire il reflusso notturno. Attenzione! Il nervo vago ha una stretta correlazione con l’aspetto emotivo. Ricordati di prenderti cura di te stesso e di perseguire le buone abitudini senza fretta, che il corpo ha i suoi tempi di guarigione. Se pensi di soffrire di reflusso, passa una visita dal tuo medico curante.
In cosa può aiutarmi il trattamento di Manipolazione Fasciale e Osteopatia?
Il vantaggio del trattamento combinato di Manipolazione Fasciale e Osteopatia, permette di valutare e trattare in modo efficace le fasce viscerali e muscolari, riducendo le tensioni che causano dolore e riducono il movimento di chiusura della valvola esofagea. Si inquadra inoltre il reflusso all’interno del quadro generale della persona, andando ad intercettare gli altri squilibri che possono essere connessi con il problema, sia a livello muscolare che viscerale (problei digestivi, respiratori, etc). Le buone abitudini alimentari, la valutazione medica funzionale ed il tempo, modificheranno l’ambiente dal punto di vista chimico dell’acidità, ricordandosi di non aspettarsi di risolvere immediatamente, anni e anni di abitudini lesive per l’esofago.
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